Studio di Nutrizione e Consulenza Alimentare a Salerno

Intolleranza al Lattosio

Disturbi Alimentari: Intolleranza al Lattosio

La più diffusa e comune tra le intolleranze riscontrabile nella popolazione mondiale è l’Intolleranza al Lattosio.

Che cos’è il lattosio?

E’ generalmente ereditaria ed è molto diffusa in Asia e in alcune parti dell’America.
In Europa è più frequente nelle zone mediterranee tra cui l’Italia.

Intolleranza al Lattosio

Ma andiamo più nello specifico: che cos’ è il Lattosio? Il lattosio è lo zucchero contenuto nel latte. Prima di essere assorbito a livello intestinale il lattosio deve essere scomposto nei suoi due componenti, altri due zuccheri, che sono il glucosio e il galattosio. Per poter scindere il lattosio in glucosio e galattosio vi serve un enzima, la lattasi; se non vi sono quantità sufficienti di lattasi, il lattosio non può venir digerito.

Una scarsa produzione di lattasi non implica per forza un’intolleranza al lattosio, la sintomatologia infatti è dose-dipendente cioè maggiore è la quantità di lattosio ingerita maggiori saranno i sintomi che includeranno diarrea, flatulenza, gonfiore e dolore addominale.

Cosa fare in caso di Intolleranza?

In caso di intolleranza al lattosio non è sempre necessario eliminare del tutto i prodotti che contengono lattosio dalla dieta, a volte basta individuare la quantità di lattosio tollerata da un individuo per non scatenare i sintomi. Se l’intolleranza è lieve è possibile controllarla sostituendo i prodotti freschi con quelli fermentati (il latte lo sostituisco con lo yogurt) oppure bevendo latte e mangiando formaggi delattosati.

Un altro aiuto potrebbe essere quello di assumere dei probiotici ogni giorno o di assumere formaggi a basso dosaggio di lattosio come parmigiano, Emmental, Cheddar ed Edam. Questi formaggi, molto comuni ed acquistabili in qulsiasi supermercato, hanno infatti pochissimo lattosio al loro interno. Se invece siamo in presenza di un’intolleranza grave è sempre bene controllare tutte le etichette dei cibi poiché spesso il lattosio è anche un ingredienti di molti cibi pronti (biscotti, brioche, creme, gelati … )

La Storia

Le informazioni riguardo i disturbi alimentari sono molto antiche, già Ippocrate infatti parla degli effetti avversi che si hanno dopo l’ingestione di latte di mucca.

Tutte le persone che soffrono di intolleranza al lattosio non sono in grado di digerire e assimilare completamente il lattosio, il principale zucchero del latte, poiché in essi manca l’enzima per farlo, la lattasi. Il risultato è la comparsa di una svariata gamma di sintomi che possono manifestarsi sia subito dopo l’ingestione dell’alimento contenente lattosio, che a distanza, o nell’arco delle due ore successive oppure a più lunga distanza e questo è dovuto più che altro a un fenomeno di accumulo.

I disturbi sono a carico principalmente gastrointestinale e tra i più noti vi sono la nausea accompagnata da diarrea ma tal volta abbiamo anche altri sintomi come la spossatezza, il mal di testa o le dermatiti. Molto spesso si pensa che il solo latte che contenga lattosio sia il latte di mucca, nulla di più sbagliato, il lattosio infatti è presente anche in altri latti come quello di capra o quello materno che hanno una concentrazione sicuramente inferiore di lattosio ma che comunque non ne sono privi. Il lattosio poi non lo ritroviamo solo nel latte, ma anche in tutti i suoi derivati, e nei cibi che prevedono il latte come ingrediente (mozzarella, formaggi, creme dolci o salate, mascarpone, panna, formaggi spalmabili, gelati, biscotti, torte…) e tutti questi alimenti sono un vero e proprio veleno per chi è intollerante al lattosio. L’intolleranza al lattosio, ossia l’incapacità di digerire questo zucchero può essere parziale o totale a seconda di quale e quanta sia la carenza enzimatica nell’organismo. Se l’enzima lattasi manca completamente la sintomatologia sarà più severa. L’ enzima lattasi è presente nei villi intestinali del duodeno, esso ha la capacità di scindere il lattosio nelle sue due componenti glucosio e galattosio. Quando la lattasi non viene prodotta dall’organismo o le sue quantità sono insufficienti la scomposizione in zuccheri semplici diventa impossibile o per lo meno deficitaria, con conseguente accumulo di lattosio nell’intestino crasso; il lattosio non scisso inizia così a fermentare ad opera dei batteri presenti nella flora intestinale e ciò comporta tutti i disturbi che abbiamo annoverato prima.

Quante persone nel mondo soffrono di intolleranza al lattosio?

Davvero tante! Circa 7 individui su 10. In Italia circa metà della popolazione è carente in lattasi o ne è completamente priva. Il disturbo compare più frequentemente nei bambini ma non è raro che l’intolleranza insorga in età adulta.

Molto spesso capita che chi scopre di soffrire di intolleranza al lattosio pone al medico o al nutrizionista la domanda “cosa posso mangiare?”. In realtà si possono assumere molti cibi, basta non farsi prendere da false ansie e non cadere in trappola di falsi miti. Oggi in commercio infatti troviamo con molta facilità alimenti delattosati, le maggiori industrie alimentari infatti hanno messo in commercio intere linee di prodotti privi di lattosio (sull’etichetta troveremo lactose free, senza lattosio, con percentuali di lattosio inferiori allo 0.01%).  Quello che è davvero importante conoscere è quale forma di intolleranza al lattosio si abbia, perché ne abbiamo tre diverse forme.

Come abbiamo visto, questa intolleranza può essere parziale o totale e può insorgere nel bambino o in età adulta.
Questa intolleranza però può essere un disturbo unico e singolo oppure dipendere da un’altra patologia scatenante come per esempio un’infiammazione intestinale che può essere transitoria o cronica (ossia non passare mai)

Le informazioni riguardo i disturbi alimentari sono molto antiche, già Ippocrate infatti parla degli effetti avversi che si hanno dopo l’ingestione di latte di mucca.

Ancora oggi però, vi sono delle grandi controversie sulle reazioni avverse al cibo, dato che vi è ancora molta incertezza sulle loro sintomatologie clinica, sulla loro diagnosi e soprattutto sui test che vengono utilizzati per effettuarne la diagnosi.

Ciò che appare sempre più chiaro nella società moderne però è che queste Allergie / Intolleranze hanno sempre più un grande impatto sociale.

Classificazioni

Intolleranza al lattosio genetica o primaria 

È la forma più comune e insorge solitamente entro i due anni di vita a causa di una progressiva riduzione di lattasi nell’intestino del bambino. Il bambino nasce con un’ottima capacità di digerire il lattosio presente nel latte materno quindi ha livelli di lattasi elevati. Solo dopo lo svezzamento, e con l’introduzione del latte vaccino con una progressiva diminuzione del latte materno fino alla sospensione dell’allattamento, la produzione di lattasi decresce progressivamente fino alla comparsa dei primi sintomi. Questa carenza di lattasi ha una causa genetica ed è cronica ossia perdurerà per tutta la vita.

Intolleranza secondaria o acquisita

In questo caso l’intolleranza al lattosio insorge come complicanza a un’altra patologia. Generalmente l’incapacità dell’intestino tenue di produrre lattasi si verifica a seguito di malattie infiammatorie intestinali come il morbo di Chron o di altre intolleranze alimentari croniche come la Celiachia. Questo tipo di intolleranza secondaria però, a differenza di quella genetica, è reversibile con trattamenti opportuni come l’assunzione di probiotici e una giusta dieta mirata.

Intolleranza al lattosio  congenita

Questa forma è la più rara e si verifica solo quando la mancanza di enzima lattasi si trasmette per via ereditaria da parte di entrambi i genitori. Il bambino nasce già privo di lattasi e quindi incapace di digerire il latte materno. Ciò può comportare una nascita prematura del bambino e il rischio di una crescita più lenta. In questi casi è bene parlare con il pediatra o il nutrizionista specializzato in nutrizione pediatrica per stabilire un’adeguata dieta del neonato a base di latte delattosato o latti privi di lattosio. Essendo questa forma un’intolleranza congenita ed essendo trasmetta da generazione a generazione è sempre bene prestare attenzione all’alimentazione dei nuovi nati perché è molto probabile che prima o poi manifestino l’intolleranza.

L’Intolleranza al Lattosio nei Bambini

La produzione di lattasi inizia in utero a partire dalla 23esima settimana di gestazione.
Dalla nascita e per tutta la durata dell’allattamento, il bambino produce grandi quantità di lattasi, questa produzione poi decresce gradualmente con la crescita a partire dallo svezzamento, questo proprio perché con il cambio di alimentazione del bambino vi è la diminuzione dell’assunzione di latte.

Nel 30% della popolazione delle aree mediterranee però dopo i due anni di vita, la produzione di lattasi cessa del tutto e così si manifesta l’intolleranza al lattosio. I genitori di questi bambini perciò devono prestare tanta attenzione all’alimentazione dei loro piccoli e devono riuscire a riconoscere insieme al pediatra o al nutrizionista i primi segni sintomatologici che possono essere:
Diarrea
– Feci acquose espulse con gas
– Gonfiore addominale e aerofagia
– Nausea con vomito
– Crampi addominali e meteorismo
– Eritemi cutanei e pelle atopica
– Congestione nasale

I sintomi gastrointestinali compaiono tra la mezz’ora e le due ore dall’ingestione di lattosio e saranno più severi in base alla quantità di lattosio ingeriti dal bambino. La severità dei sintomi dipende, poi, anche dal fatto che il deficit di lattasi può essere totale o parziale. In ogni caso il genitore deve stare attento a leggere le etichette o a chiedere sempre la composizione dei cibi da far mangiare al bambino e deve anche imparare a combinare bene i cibi presente nel pasto del bambino. Il lattosio in digerito infatti accelererà i sintomi, come un attacco di diarrea se sarà assunto insieme a cibi che vengono facilmente digeriti come i carboidrati (da escludere ad esempio un piatto di pastina con la ricotta). L’abbinamento con cibi a lenta digestione come ad esempio i grassi potrebbe ritardare la comparsa dei sintomi soprattutto se l’ingestione di lattosio è minima.

Nel caso di sospetta intolleranza al lattosio sia nel bambino che nell’adulto è bene prendere nota dei sintomi e dei segnali che il corpo ci invia così da facilitare l’anamnesi da parte del medico o del nutrizionista così che possano consigliare i test diagnostici più appropriati.

Ricette utili dal nostro Blog

Sul nostro blog FornelliBio.it potete trovare alcune ricette preparate per i nostri lettori Intolleranti al Lattosio. Provatele e fateci sapere se vi sono piaciute.